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Cresce il firmamento delle stelle italiane secondo la guida Michelin

Cresce il firmamento delle stelle italiane secondo la guida Michelin

(di Redazione) È in aumento il numero dei  tristellati italiani. A decretarlo la guida Michelin che è stata presentata presso l’Auditorium Paganini di Parma lo scorso 16 novembre. 

Mauro Uliassi si unisce agli altri 9 colleghi che erano stati selezionati in questo anno, l’ultimo lo scorso anno, cosa insolita in un arco temporale così breve.
Riepilogando, quindi, i “tre stelle” in Italia sono: Da Vittorio a Brusaporto gestito dai figli di Vittorio, Enrico e Roberto Cerea; Piazza Duomo ad Alba di Enrico Crippa; St. Hubertus Rosa Alpina a San Cassiano di Norbert Niederkofler; Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio di Nadia Santini; Le Calandre a Rubano di Massimiliano Alajmo;  Osteria Francescana di Modena di Masimo Bottura; Enoteca Pinchiorri a Firenze di Riccardo Monco e Luca Lacalamita; Reale a Castel di Sangro di Niko Romito e  La Pergola a Roma di Heinz Beck.
Nessuna novità invece nelle  assegnazioni dei bi-stellati, mentre sono 29 le nuove stelle a brillare nel firmamento Michelin. Sono 12, invece, i ristoranti che hanno perso la stella.
In Sicilia, a Taormina, da una parte si festeggia la  nuova stella del ristorante St. George by Heinz Beck con in cucina il giovane chef Giovanni Solofra; dall’altro il Principe Cerami dello chef Massimo Mantarro perde una stella, probabilmente a causa di un periodo di chiusura per lavori di ristrutturazione, che, tuttavia, non hanno inficiato la qualità del servizio offerto tanto da mantenere una delle preziose due stelle.
Per la  prima volta in  assoluto si esulta anche  Catania. Ad essere premiato nel capoluogo etneo è stato lo chef Alessandro Ingiulla del ristorante Sapio.
Complessivamente sono 15 gli stellati siciliani, di cui tre i bi-stellati: Duomo di Ciccio Sultano, La Madia di Pino Cuttaia e Locanda Don Serafino di Vincenzo Candiano.
Con una stella mantengono il prestigio già acquisito  Domenico Colonnetta e Francesco Patti del Coria a Caltagirone, Giovanni Santoro dello Shalai a Linguaglossa sull’Etna, Martina Caruso del Signum a Salina nelle Isole Eolie, Giuseppe Biuso de Il Cappero a Vulcano, sempre nelle Isole Eolie, Pietro D’Agostino della Capinera a Taormina, Tony Lo Coco de I Pupi a Bagheria, Patrizia di Benedetto del Bye Bye Blues a Palermo, Giuseppe Costa de Il Bavaglino a Terrasini, Accursio Craparo del ristorante Accursio a Modica e Claudio Ruta de La Fenice a Ragusa.

Sarà un grande piacere ed onore complimentarci di presenza con loro ad EXPOCOOK 2019.

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